
Il World Press Photo è un concorso internazionale di fotografia che premia ogni anno le migliori immagini di fotogiornalismo. È nato nel 1955 e raccoglie foto scattate da reporter di tutto il mondo, che raccontano eventi reali come guerre, proteste, crisi umanitarie, ma anche storie di vita quotidiana.
L’obiettivo del World Press Photo è mostrare e far capire quello che succede nel mondo attraverso immagini vere e significative, che informano e fanno riflettere.

La foto che ho scelto è questa e fa parte della serie “Proteste in Georgia” ed è stata scattata da Mikhail Tereshchenko, un fotografo russo dell’agenzia TASS. È stata fatta a Tbilisi, la capitale della Georgia, durante le proteste del 7 dicembre 2024. In quei giorni la gente era scesa in piazza contro il governo, perché c’erano state accuse di brogli alle elezioni e il primo ministro aveva bloccato i colloqui per entrare nell’Unione Europea.
Nella foto si vede una ragazza che si sta sciacquando gli occhi dopo che la polizia ha usato i gas lacrimogeni. Si capisce che sta soffrendo, ma il suo sguardo è molto forte, come se nonostante tutto non volesse arrendersi. È una scena che mi ha colpito tanto perché non mostra solo la violenza, ma anche il coraggio di chi continua a protestare.
Penso che la foto sia stata fatta con una macchina fotografica professionale, magari una reflex, e un obiettivo luminoso che fa risaltare bene il viso della ragazza. Lo sfondo è sfocato, quindi il fotografo probabilmente ha usato un diaframma aperto, tipo f/2, e degli ISO alti perché era sera e c’era poca luce.
Forse ha ritoccato un po’ la foto, ma solo per sistemare i colori o la luce, niente di più. Si vede che è uno scatto vero, preso in un momento reale.
Ho scelto questa immagine perché mi trasmette emozioni forti. Guardandola, ho pensato a quanto le persone possano essere determinate quando credono davvero in qualcosa. Mi fa riflettere su quanto la libertà e la giustizia siano importanti, anche se a volte costano fatica e dolore.